XXVIesima edizione
FILMFESTIVAL
Il giovane cinema italiano in concorso
7 novembre 2008 ore 21.00
SULMONACINEMA

TITOLO ORIGINALE
Corazones de mujer
NAZIONE
Italia
GENERE
Commedia
DURATA
85 min. (colore)
DATA DI USCITA
13 giugno 2008

Il film di Kiff, uscito a giugno nelle sale cinematografiche, ha partecipato con grande successo al 58esimo Festival di Berlino, raccogliendo parecchi consensi tra il pubblico.
La storia prende spunto dalla realtà.
Lo spettatore senza rendersene conto viene catapultato in un viaggio tanto anomalo quanto coinvolgente soprattutto dal punto di vista dell’emotività e dei temi trattati.
Zina (Ghizlane Waldi) abita a Torino e sta per sposarsi ma ha un enorme problema: la cultura araba alla quale appartiene per nascita, non ammette che una donna che si sposa abbia già perso la propria verginità. C’è un’unica possibilità per evitare lo scandalo, ed è quella di tornare a “chilometro zero”, in Marocco, dove, accompagnata dal sarto che dovrà confezionarle l’abito bianco, Shakira (Azir Amehri), Zina non ritroverà soltanto la sua verginità ma scoprirà qualcosa che la renderà ancor più sicura della sua vita, ritroverà la libertà.
Il film nasce dall’incontro tra K. Koosof (in arabo significa eclisse) che è il nome d’arte dei due produttori e registi Davide Sordella e Paolo Benedetti, e un sarto travestito. La storia vera e propria è nata e si è sviluppata poi chilometro dopo chilometro, lungo il viaggio da Torino in Marocco.
L’ironia e la simpatia del sarto Shakira, riescono a trasformare in una commedia divertente il racconto di temi scottanti, resi magicamente leggeri e più vicini a qualunque tipo di pubblico.
Alla fine della visione sembra che ognuno di noi abbia quell’innato desiderio di ritrovare la libertà di essere se stessi, di dire ciò che si pensa e fare ciò che si dice.
Libertà che invece è condizionata, relegata spesso ad un angolo vuoi per semplici convenzioni, vuoi per le diverse culture alcune ancora troppo ancorate ad un passato che tiene sbarrate le porte del cambiamento.
I due audaci produttori scrivono dal Giappone “Non importa quale vestito porti, né quale musica ascolti o che cosa faccia durante il giorno o la notte… dentro di sé, nel profondo, ogni donna giapponese indossa ancora un kimono”.
Il coraggio di mettersi a nudo al giorno d’oggi forse è ancora offuscato e grazie a pellicole come queste viene fuori la difficoltà delle donne di essere ascoltate, l’incapacità di far venir fuori ciò che c’è sotto la pelle, nel profondo, e che non fa differenze di colore, di razza, di religione e soprattutto di orientamento sessuale.
I due attori principali sono al loro debutto nel cinema ma non lo si nota molto. Buona la regia capace di adattarsi ad una trama non predefinita. Molto belle le musiche etniche, mescolanza di più stili e diverse culture.
Da vedere.